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Essere donna è un viaggio bellissimo: buon 8 marzo!

le donne e i viaggi hanno in comune la sostanza dei sogni!

le donne e i viaggi hanno in comune la sostanza dei sogni!

Nell’800 e nel ‘900 una donna che viaggiava sola era considerata un’avventuriera, si pensava impossibile e amorale per una donna raggiungere luoghi lontani in solitaria. Oggi fortunatamente il mondo è cambiato, ma ci sono accorgimenti che rendono senz’altro più semplice e sicura l’esperienza di un viaggio al femminile, sola o tra amiche, per godere ancor di più questa fantastica esperienza!

In passato erano prevalentemente giornaliste, scrittrici, nobildonne a partire per luoghi impervi per il gusto di viaggiare alla scoperta di mete lontane, senza uomini ad accompagnarle. Due esempi tra i tanti: Flora Shaw, giornalista di Dublino, fu inviata dal Times in Sud Africa ed esplorò da sola la realtà delle colonie in tutto l’Impero. Fu lei nel 1898 a coniare il nome di Nigeria per il protettorato britannico sul fiume Niger; Beryl Markham nel 1936 fu la prima donna ad attraversare l’Atlantico da est a ovest, dall’Inghilterra al Nord America, in 21 ore e 25 minuti in aereo.
Spesso le donne per affrontare da sole questi viaggi, soprattutto in Africa, dovevano travestirsi da uomo per non farsi riconoscere. Come fece Louisa Jebb, nobile londinese con un’amica, che, ai primi del Novecento, attraversò la Turchia a cavallo. O come Isabelle Eberhardt, partita dalla Svizzera per raggiungere il Maghreb alla fine dell’800 ed esplorare il deserto in tutta libertà, che per conoscere la cultura berbera si travestì da beduino.

Senza voler ripercorrere le gesta di queste eroine del passato, possiamo partire da sole (o tra amiche!) in tutta tranquillità e non rinunciare ad un bel viaggio, anche in luoghi lontani, godendo della libertà conquistata di poter viaggiare autonomamente anche grazie al coraggio di tante donne che ci hanno precedute; fioccano le guide e i libri sul tema, io penso che l’importante sia, come in ogni caso, il buon senso: informarsi adeguatamente sulla destinazione prescelta, su usi e costumi locali, partire opportunamente equipaggiate e avvicinarsi al nuovo con entusiasmo, ma conservando una lucida attenzione e un profilo rispettoso e non appariscente, perché la disponibilità non venga fraintesa.
Valgono inoltre alcuni buoni consigli, ad esempio frequentare locali in cui siano presenti più persone, sui mezzi pubblici viaggiare vicino al personale di bordo, respingere cortesemente ma fermamente aiuti non richiesti (ad esempio per portare una valigia o offrire un passaggio), e dove possibile magari scegliere strutture alberghiere con servizi (e spesso tariffe!) dedicate alle viaggiatrici.
Insomma, buon senso e piccoli accorgimenti permettono di viaggiare da sole in tranquillità e sicurezza, godendo al massimo questa bellissima esperienza.

Cosa rende speciale un viaggio solo tra donne? Beh, tra i tanti lati positivi mi vengono in mente la possibilità di dilungarsi in musei e negozi senza accompagnatori brontolanti 🙂 oppure la coccola di concedersi un trattamento benessere locale, partecipare a una lezione di cucina del posto, o semplicemente la sensibilità diversa che si attiva (e si trasmette) verso le culture che si vanno a scoprire.

Tra i miei viaggi “al femminile” ricordo con particolare piacere Londra con la mia amica Isa, Cuba insieme a Chiara, Zanzibar con Miriam, e un meraviglioso coast to coast negli U.S.A. in parte da sola e in parte con Joey, un’amica del posto. La prossima meta? Beh, al momento fantastico su una crociera con la mia bimba, magari insieme ad un’amica e sua figlia!
E voi? Quali sono state o saranno le mete “ladies only”??

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