Ho sceso, portandoti in fascia, almeno un milione di scale

Ho sceso, portandoti in fascia, almeno un milione di scale
E ora che cammini da te, sospiro ad ogni gradino.
E’ volato così in fretta il nostro bel viaggio con te a bordo.
Ti porto in braccio tuttora, anche se non mi occorrono più
Lunghe fasce, o supporti,
e non sento più i commenti di chi crede
che sia vizio, quel legame fatto intreccio che si vede.

Ho sceso milioni di scale portandoti in fascia,
Non solo perché portandoti potevo camminare di più.
Con te ho portato perché sapevo che di noi due
Le sole vere conquiste, sebbene raggiunte coi miei passi,
erano le tue.

(dedicata a mia figlia Nicole, 4 anni e ancora qualche passaggio sulla schiena, per la gioia di mamma, che intanto porta il fratellino!)

Perché una volta smesso di portare in fascia, di portare sul cuore non si finisce mai!

Liberamente ispirata da una delle dichiarazioni d’Amore che trovo più meravigliose, del mio poeta preferito Eugenio Montale. Ecco la poesia originale:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.