Hudea, bimba siriana si "arrende" al fotografo
Hudea, bimba siriana si “arrende” al fotografo

Piccola Hudea, come migliaia di persone ho visto la tua foto e letto la tua storia di resa all’obiettivo di un fotografo che hai scambiato per un’arma.
Siamo (quasi) tutti anestetizzati davanti alle “solite” immagini di violenza che arrivano dalle guerre sparse nel mondo, ma il mio cuore di mamma ha vacillato davanti al tuo sguardo rassegnato sul visino così triste, per non parlare delle tue manine al cielo… Le mani dei bambini dovrebbero alzarsi soltanto per abbracciare un genitore, acchiappare bolle di sapone, rincorrere farfalle o lucciole, provare a pizzicare le stelle. 

Visto che lo scatto è dell’anno scorso, voglio immaginare che tu, i tuoi fratelli e la tua mamma non siate più nel campo profughi vicino Atmeh, ma che stiate ricostruendo la vostra vita in una casa vera, in un villaggio sicuro. Voglio immaginare il tuo faccino pulito e sorridente, mentre giochi senza più paura o magari mentre vai a scuola, per diventare una Donna libera che farà del suo meglio per la propria vita e per il proprio Paese.
Voglio immaginare che non sarai dimenticata in fretta, né ricordata solo come un simbolo, ma come la bambina che sei, con tutto il tuo diritto di essere protetta e felice, a prescindere da dove il destino ha voluto che nascessi.
Voglio immaginare tutto questo, anche se temo che non sia affatto così e che il terrore vissuto da piccola non ti abbandonerà mai completamente. Temo anche che la Siria non risolverà presto le sue problematiche, e che sarà doppiamente difficile per te viverci da donna.
E allora spero con tutte le forze che almeno questa terribile esperienza ti renda forte, abbastanza da non avere più paura, abbastanza da non abbassare lo sguardo ed affrontare la realtà come puoi, proprio come in questa foto.
Sono onesta piccola Hudea, la parte di mondo più fortunata farà ben poco per te, me compresa, perché pur avendoci messo un giorno intero a scriverti queste parole che non ti arriveranno mai, concretamente non c’è nulla che possa fare davvero perché ciò che ho immaginato diventi realtà.
Ti prometto però di tenerti nei miei pensieri, di restare sempre consapevole per me stessa e per mia figlia che la nostra libertà e sicurezza non è scontata; ti prometto di non dimenticare che dietro le immagini tutte uguali di adulti che in ogni dove si fanno la guerra per chissà quale ragione, ci sono milioni di visi e di storie proprio come te. Se in prima persona è difficile far qualcosa di utile, almeno non distogliere coscienza ed attenzione è indispensabile.
E’ primavera piccola Hudea, abbassa le manine per raccogliere dei fiori; questa stagione è una promessa mantenuta ogni anno che la vita riparte sempre, anche dopo l’inverno più cattivo.
Ti saluto con una carezza e l’augurio che la primavera della tua vita sbocci al più presto, come un grande sorriso sul tuo piccolo volto.

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