parola dell'anno

Parola dell’anno 2018

Cos’è una parola dell’anno? Perché è importante?

la parola dell'anno è come un faroE’ una parola (ma anche una frase, un concetto, un’immagine) che possa fare da fil rouge per i dodici mesi a venire ad ogni aspetto del proprio lavoro, dagli obiettivi da perseguire, alla modalità, alla comunicazione; se scelta con cura però, dà una forta impronta anche all’atteggiamento della persona in tutti gli ambiti anche extra professionali.

E’ importante per me, per avere un “faro” a cui fare riferimento, ma è importante anche per te, che mi segui oppure vuoi viaggiare o lavorare con me, perché ti dà un’idea di come imposterò il nostro rapporto. La mia parola dell’anno 2018 è… VALORE!

La parola dell’anno precedente: qual era e come ha funzionato

Mi sono imbattuta per la prima volta nella parola dell’anno grazie all’immensa Gioia Gottini (puoi leggere uno dei suoi generosi post in proposito qui) due anni fa, in febbraio. A differenza di altre professioniste che usano questo prezioso strumento, non ho fatto percorsi particolari per trovare la mia parola, ma mi sono soltanto messa in ascolto: di me stessa, con aspirazioni e desideri, dei miei Clienti e delle loro esigenze, dei “segnali dell’universo”, che forse non sono proprio tali per coincidenza, ma diventano visibili quando si è pronti a cogliere il risultato di questo ascolto. Per me, questo ha significato che la parola dell’anno sia ogni volta “apparsa” nella mente da sé, come un pensiero nitido e distinto, mentre non ero concentrata a cercarla (l’anno scorso stavo prendendo il sole in piscina durante le vacanze!), come sintesi dei ragionamenti precedenti.

la parola dell'anno è come una bussola

Nel 2016 ho scelto “applicazione”, per decidermi finalmente a mettere in pratica i tanti concetti che avevo studiato e approfondito, a servizio dei miei Clienti e a beneficio della mia professionalità. Pur sperimentandola per meno di un anno intero, mi è servita a restare concentrata e a smettere di guardare quel che avrei potuto imparare, a discapito di quanto già appreso con studio ed esperienza diretta. Il risultato più eclatante e gratificante: la collaborazione con il tour operator Kalimera (ne parlo anche in questo post).

 

Nel 2017 è stata “upgrade”, un auto-invito e un promemoria a puntare in alto, su tutto il migliorabile: qualità e comunicazione verso i Clienti, ma anche conciliazione tra vita privata e professionale e, perché no, guadagni. Anche questa parola dell’anno ha dato i frutti sperati: ho gestito i social del tour operator creando un calendario editoriale variegato e costante, incrementando seguito e interazioni; lanciato la loro newsletter; lavorato sulle offerte ai viaggiatori includendo nelle loro pratiche qualcosa in più di quanto atteso, un upgrade appunto, ogni volta che mi è stato possibile. Non sono stata altrettanto efficace sui miei canali personali, ma anche su quelli ho cercato di migliorarmi, nei ritagli di tempo! Mentre posso dirmi soddisfatta sulla gratificazione, morale ed economica. Mi sono fatta un bel mazzo, ma ho raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissa come fatturato e soprattutto me ne sono riconosciuta il merito, con beneficio anche per l’autostima e per la mia famiglia.

La parola dell’anno 2018: VALORE

Per il nuovo anno, ho scelto di seguire un concetto tanto vasto quanto concreto.

Lavorando nel turismo, ho spesso a che fare con una sfinente lotta all’ultimo prezzo, che è ben diverso dal valore, di un servizio o di un bene. Prima di elaborare una proposta di viaggio, faccio sempre diverse domande al potenziale Cliente per capirne i gusti e le aspettative, ma purtroppo spesso capita che l’interlocutore voglia “un’offerta”, ma non si sia chiesto, prima che lo facessi io, quale tipo di giornata desidera vivere in vacanza.

valore

Questo mi mette in difficoltà, perché ritengo il viaggio un investimento di tempo e denaro che dovrebbe arricchire la persona (non necessariamente in itinerari impegnativi o onerosi: quante gite fuori porta ricordi, che per te sono state più memorabili di una lunga vacanza, perché ti sono arrivate dritte al cuore?).

Conto che la mia parola dell’anno mi guidi ad esempio in questo: con i Clienti, per focalizzare le reali esigenze, i sogni anche. Di conseguenza, saper formulare le mie proposte arricchendole di valore su misura, che non si quantifica come un prezzo, ed è quindi più difficile da spiegare.

Cosa intendo per valore?

Valore è contenuto, che intendo continuare a creare e condividere, sempre meglio.

Valore è non risparmiarmi e fare sempre il meglio che posso, rispettando la fiducia di chi si affida a me, e me stessa dando tutto quello che so di poter offrire.

Valore è un principio irrinunciabile, una parte di sé: voglio impegnarmi a trasmettere i miei attraverso il mio lavoro e la mia comunicazione, perché anche così si riconoscono le persone affini!

Valore è cura: niente conta quanto la salute; cercherò di mantenere le buone abitudini e limitare quelle sbagliate, perché un corpo e una mente in forma sono fondamentali per me e mi rendono più utile agli altri.

Valore è il tempo, che sembra non bastare mai, ma più spesso è solo da gestire meglio. Intendo cercare di farlo, soprattutto separando meglio gli impegni (un proposito: zittire di più il cellulare quando sono coi miei figli) e rispettare quello dei miei Clienti, con risposte pronte e comunicazioni snelle e immediate.

Valore è la lettura, che sto cercando di far tornare nella mia routine come prima di avere due pargoletti, scambiando opinioni e suggerimenti con altri appassionati.

Valore è condivisione, rete, confronto: importanti tanto online quanto e soprattutto offline. Mi sono iscritta a Rete al Femminile, vieni anche tu?

Valore è gratitudine: qui ci sarebbe troppo da scrivere, prevedo altri post in arrivo 🙂

 

Ti piace come scelta? E tu, hai già trovato la tua parola dell’anno? Fammi sapere che ne pensi, nei commenti e sui social. Ogni scambio crea… grande valore!!

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