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Malaysia babymoon: un viaggio dritto al cuore

Malaysia babymoon

le Petronas Towers sono che si stagliano nella notte sono così belle da non sembrare vere

Questo è stato un viaggio davvero speciale.
Speciale perché è stata la nostra babymoon, speciale perché per la prima volta ho convinto il fidanzato a seguirmi in giro per il mondo oltre le 4 ore di volo, speciale perché avevo studiato a fondo questa destinazione (grazie al corso dell’Ente del Turismo che mi ha concesso la certificazione di Master Malesia), ma soprattutto speciale perché questo Paese ci ha lasciati letteralmente a bocca aperta con le sue meraviglie.

Siamo partiti da Malpensa per Kuala Lumpur, con volo Etihad via Abu Dhabi: compagnia aerea eccellente (anche in economy i sedili sono davvero comodi), aeroporto di scalo ricco di negozi e locali aperti anche durante la notte, ma in cui bisogna fare attenzione all’aria condizionata, davvero polare. La seconda tratta da Abu Dhabi a Kuala Lumpur mi ha riservato un’emozione indimenticabile: il primo distinto calcetto nel pancione!
Arrivati all’aeroporto internazione di Kuala Lumpur KLIA, abbiamo rapidamente effettuato il controllo passaporti, accompagnato da un cordiale benvenuto da parte degli addetti, poi cambiato la valuta da Euro a Ringgit (anche se conviene cambiare poco all’arrivo, perché in città i tassi di cambio sono più convenienti) ed acquistato il tagliando per il taxi; un comodo sistema di tariffe fisse permette infatti di acquistare il trasferimento ancor prima di uscire dall’aeroporto, utilizzandolo su qualunque taxi ufficiale. In circa 45 minuti abbiamo raggiunto Kuala Lumpur: la skyline, che compare avvicinandosi al centro, rende già l’idea dell’elettrizzante città che ci aspetta!

Kuala Lumpur: grattacieli, mercati, escursioni

Primo approccio con la sfavillante capitale: cena a 282 metri di altezza sulla Menara Tower, al ristorante girevole Atmosphere360 ! Perfetto per farsi un’idea dall’alto della città che ci apprestiamo a visitare. Il prezzo (circa 60 euro a persona) è alto rispetto ai ristoranti della città e alla qualità del cibo, che ricorda un po’ il buffet dei villaggi turistici, con pietanze che vanno dal sushi, a carne/pesce grigliati o stufati, dolci in gran varietà; l’illuminazione interna con neon colorati “effetto galassia” è quasi kitsch, ma la suggestione di mangiare girando lentamente sopra la città e la cortesia dell’elegante personale, creano una magia che secondo me vale la spesa, per una sera!

Abbiamo soggiornato in pieno centro, in modo da poter raggiungere comodamente a piedi la Menara Tower e le impressionanti torri gemelle Petronas (così belle che sembrano irreali!), nel quartiere Bukit Bintang, ricco anche di enormi centri commerciali. Da lì, si raggiungono in pochi minuti di monorotaia i caratteristici quartieri di Chinatown e Little India, dove si accalcano bancarelle con ogni sorta di mercanzia e… leccornia!!

Da KL è possible effettuare alcune interessanti escursioni in giornata nei dintorni. Noleggiare un’auto e guidare era fuori discussione: il traffico in città è schizofrenico, e fuori è peggio: tra attraversamento animali e veicoli di ogni tipo, non ci si godrebbe il viaggio neanche un po’. Oltretutto la vegetazione è così fitta che letteralmente si mangia le strade sulle lunghe percorrenze (motivo per cui non esistono ferrovie su lunghe distanze). Noi ci siamo spostati per le tratte brevi con autisti locali, che stanno a disposizione giornate intere per cifre modiche (e col vantaggio di fare lunghe chiacchierate con dei “local” lungo il tragitto!), mentre tra le città abbiamo optato per i voli Air Asia, low cost assolutamente di qualità.

Come escursione da Kuala Lumpur, abbiamo visitato le grotte Batu Caves, sito sacro per gli Hindu, e il santuario degli elefanti di Kuala Gandah: è stata una splendida occasione per dar da mangiare ai cuccioli, fare una breve passeggiata sul dorso di un elefante adulto e addirittura il bagno nel fiume insieme a questi grandi giocherelloni, ma soprattutto per comprendere ed ammirare l’enorme lavoro di conservazione a tutela degli elefanti.

Quello che ci ha colpiti di Kuala Lumpur è stata proprio l’armonia di grattacieli ed edifici ultramoderni, affiancati da quartieri etnici completamente diversi e dalla giungla che si insinua fin tra le costruzioni. Ma dopo due notti, abbiamo proseguito per la nostra destinazione principale: il meraviglioso Borneo, con la sua natura millenaria!

BORNEO, regione del Sabah: la Natura prorompente

In un paio d’ore di volo abbiamo raggiunto Sandakan, non certo una città bellissima, ma in cui è possibile visitare un caratteristico villaggio su palafitte abitato prevalentemente da Cinesi, com’è chiaramente intuibile dall’arredo delle case. Il nostro minitour naturalistico parte da qui verso Selingan, nell’arcipelago di Turtle Islands: dopo un pomeriggio di relax nelle sue acque cristalline, al calar del sole non è più possibile girare autonomamente per l’isola: da un momento all’altro possono arrivare le tartarughe per deporre le uova, non devono essere disturbate!

Saranno i ranger del parco a chiamarci, quando la prima tartaruga avrà scavato un’immensa buca nella sabbia ed iniziato la deposizione. In questa fase mamma tartaruga è talmente concentrata da non accorgersi neppure della nostra presenza, né delle rapide operazioni che il ranger compie per misurarla e controllarne la targhetta di riconoscimento (tutti gli esemplari infatti sono tracciati per seguirne le rotte anche in mare; è incredibile quanto lontano possano nuotare!). Noi abbiamo avuto la fortuna di vedere una targaruga verde di oltre un metro deporre 114 uova in circa un’ora.

Al termine di questo toccante momento, il ranger preleva immediatamente le uova per portarle al sicuro nella “hatchery”, dove schiuderanno da 40 a 60 giorni più tardi. E’ davvero interessante vedere come le uova vengano trasferite e conteggiate, ma la parte migliore di quest’incredibile esperienza deve ancora venire: il ranger ci riporta nuovamente in spiaggia per mostrarci la liberazione di 56 cuccioli di tartaruga che hanno raggiunto la superficie questa notte: vederli correre verso il mare è un’emozione travolgente, non vi nascondo di essermi commossa fino alle lacrime!
Un’esperienza così è davvero imperdibile, ma va prenotata con molto anticipo, in quanto giustamente, per preservare l’ambiente, il resort del parco conta sole 25 camere (tutte twin, cioé con letti separati).

Sepilok oranghiLa mattina seguente navighiamo nuovamente verso Sandakan, per poi trasferirci al santuario degli Orang Utan a Sepilok: anche qui si ha l’occasione di imparare come i ranger soccorrano e si prendano cura degli oranghi smarriti o feriti con l’obiettivo della loro reintroduzione in natura. Durante la visita si assiste al pasto, preparato su piattaforme che gli orang utan raggiungono danzando sulle liane circostanti. Ne abbiamo visto uno solo, ma è stato bellissimo!
Al termine, nuovo trasferimento, verso il fiume Kinabatangan: in motoscafo navighiamo sulle sue acque marroni fino a raggiungere il nostro lodge, dove ci viene servito un ottimo pranzo, prima di una nuova navigazione su lunghe lance, per avvistare gli animali che vivono lungo le sue rive.

In primavera si potrebbero avvistare anche coccodrilli o elefanti nelle acque del fiume; a settembre non è periodo, ma non ne sentiamo la mancanza: tantissime specie di scimmie, uccelli coloratissimi (compreso il caratteristico bucero!) e rettili ci vengono indicati dall’occhio esperto del ranger, tra la vegetazione rigogliosa delle sponde.

E saranno proprio alcuni alberi il culmine di questa crociera, che prosegue fin dopo il tramonto: al calar del buio, impressionanti colonie di lucciole si posano su alcune piante addobbandole come alberi di Natale! Fotografarle è pressoché impossibile, molto meglio dimenticarsi la tecnologia e godere dello spettacolo offerto dalla natura.

Rientrati al lodge, siamo increduli per lo spettacolo offerto dalla natura di questi luoghi, e l’avventura non è ancora terminata: dopo cena, veniamo accompagnati dai ranger in una passeggiata notturna per ammirare altri animali ed insetti dalle incredibili forme (e dimensioni!!) che riposano tra le fronde. Poi la magia della notte, tra i profumi ed i suoni della giungla intorno al nostro chalet… un sogno anche prima di addormentarsi!!

Al mattino prestissimo, una crociera sull’Oxbow Lake navigando tra le mangrovie ci mostra il risveglio della natura e al nostro ritorno, la colazione viene servita su una piattaforma elevata nella foresta, attirando l’attenzione di un simpatico wild boar pig!

KOTA KINABALU: gastronomia, isole Manukan e cultura

Alla fine di questo emozionante minitour, trascorriamo due giorni più a nord, a Kota Kinabalu: questa dinamica città ci prende per la gola, con i suoi stand di pesce freschissimo: si sceglie la cena direttamente dal pescato del giorno, che si paga in base al peso, visto al momento sulla bilancia, poi grigliato a regola d’arte davanti a noi. Una festa per il palato e per gli occhi!

Trascorriamo una giornata facendo un semplice trekking nella giungla e poi snorkeling tra i pesci colorati nella vicina isola di Manukan. Essendo molto vicina alla costa, è meta di turismo locale con bizzarre attrazioni come degli “scooter sottomarini” con casco per vedere i pesci. Per me, preferisco di gran lunga lo snorkeling senza motore, ma i turisti che abbiamo osservato parevano divertirsi parecchio 🙂

Il nostro programma di viaggio originale prevedeva l’ascensione alla vetta del monte Kinabalu, con pernottamento in rifugio e una via ferrata, ma… quando abbiamo preso i voli non ero incinta 😉 ovviamente non potevo farlo al quarto mese! Ho preferito rinunciare anche al lungo trasferimento che sarebbe stato necessario per dormire in longhouse con la tribù Iban, gli antichi tagliatori di teste (pare che l’ultima risalga al 1983!). Però abbiamo comunque potuto farci un’idea dell’ambiente del parco nazionale del monte Kinabalu e delle tribù visitando il Sabah Museum: la forma della costruzione ricorda appunto una longhouse, mentre le sale interne ricreano nel dettaglio percorsi naturalistici, etnografici e culturali davvero interessanti.

REDANG: un mare da sogno

Da KK, un altro volo interno ci riporta a Kuala Lumpur per una notte; dormiamo vicino all’aeroporto di Subang, per prendere il volo del primo mattino seguente per la nostra destinazione mare: l’isola di Redang.
Qui trascorreremo tre giorni e tre notti, pizzicandoci a vicenda in continuazione per essere sicuri di non stare sognando: tiepide acque cristalline, pesci colorati di ogni forma e dimensione (compresi innocui ma impressionanti squali pinna nera vicinissimi a riva), coralli monumentali e sabbia bianca e fine come borotalco… non manca nemmeno la giungla, dove ci regaliamo un altro piccolo trekking su un sentiero ben segnalato,che ci conduce fino ad una baia splendida e completamente deserta, dove abbiamo nuotato in compagnia di una grande tartaruga: ci siamo sentiti dentro un film!!

isola di Redang

una baia letteralmente da sogno!

Completamente rigenerati, torniamo nella capitale KL, dove trascorriamo un’ultima notte ed un’intera giornata di divertimento e shopping nei giganteschi centri commerciali e i frenetici mercati, prima del volo serale che ci riporterà a casa.

Vorremmo poter portare con noi i profumi della giungla, i sorrisi e la gentilezza della gente malese, il calore del sole e i gusti speziati dei tanti piatti che abbiamo assaggiato; senz’altro ci porteremo dentro per sempre le immagini ed i ricordi di un viaggio straordinario, e la voglia di tornare presto nella meravigliosa terra di Sandokan!

malaysia street food

Spero che il mio racconto ti faccia assaporare questo Paese meraviglioso! a parte il durian, il frutto dell’ultima foto… dicono che “puzzi come l’inferno e abbia il gusto del paradiso” (tanto che non si può portarlo in ascensori e camere), io l’ho asseggiato e per me sa di aglio cotto 😀

EDIT 2017:

organizzando il viaggio di nozze per una coppia di Clienti, ho verificato che al momento non è più possibile seguire un itinerario identico al nostro del 2012:

  • l’area di Sandakan e del fiume Kinabatangan sono state escluse dai circuiti dei tour, per episodi di criminalità derivanti dall’immigrazione clandestina dalle Filippine, ai danni dei locali, ma anche di turisti. Attualmente si consiglia di effettuare escursioni naturalistiche con caratteristiche similari in altre province, ad esempio sul fiume Garama anziché Kinabatangan.
  • io avevo visitato il santuario degli elefanti grazie alle indicazioni di un custode davvero appassionato, che mi ha aggiornata via mail sulla salute degli “elePHriends” per molto tempo; nel 2016 ha però lasciato il parco per trasferirsi all’estero con la famiglia. Ci sono state alcune polemiche sul trattamento quasi circense che pare abbiano in seguito subìto gli elefanti, con tentativi di lucro anziché conservazione. Per informazioni aggiornate e soprattutto ufficiali, il sito di riferimentoè quello del ministero per l’Ambiente nella sezione dedicata a Kuala Gandah.

Non esitare a contattarmi per info aggiornate o maggiori dettagli: torno sempre volentieri ai ricordi della meravigliosa Malaysia babymoon e sono felicissima se qualcun altro si appassiona di questo Paese e parte per scoprirlo!

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